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Gli autori del passato che trovarono maggiore rappresentazione furono Francis Beaumont , John Fletcher , William Shakespeare e Ben Jonson , sebbene molte opere furono rivisitate e adattate al gusto moderno, soprattutto tramite l'eliminazione del finale tragico. Il blank verse della drammaturgia elisabettiana venne rimpiazzato dall' heroic couplet o distico eroico, composto da coppie di decasillabi a rima baciata : di probabile derivazione dal verso alessandrino delle tragedie francesi, permise al linguaggio un naturale distacco dalla lingua del quotidiano [40].

Contrariamente alle tragedie antiche, il finale non era obbligatoriamente triste, in quanto la "giustizia poetica" permetteva il finale lieto. Di estrazione non aristocratica furono invece Nathanael Lee e Thomas Otway , entrambi ex attori morti in miseria.

Andrea Bocelli - Lajatico - Teatro del Silenzio 2018 #2

La commedia di maniere rappresentava un contraltare degli alti ideali della tragedia eroica. Ambientate nella Londra contemporanea erano costituite da un esile intreccio in cui spiccava la figura del wit , colto aristocratico nullafacente che era solito parlare per aforismi mettendo in ridicolo i repubblicani e i borghesi. I personaggi femminili, liberi e licenziosi, acquisirono importanza e sostanza, mentre frequenti erano i riferimenti spregiudicati al sesso e al libertinismo ; quest'ultima caratteristica non permise il perpetrarsi delle rappresentazioni negli anni successivi se non a costo di una pesante edulcorazione dei contenuti licenziosi.

Un discorso a parte va fatto per Aphra Behn , prima donna a scrivere per denaro senza servirsi di uno pseudonimo maschile tanto da attirarsi le critiche dei contemporanei. Il primo, architetto di fama e amico di Congreve, chiuse l'epoca della commedia di maniere mentre il secondo inserisce dei personaggi distanti dallo humour wit e meno licenziosi dei precedenti, ambientando le scene nella provincia inglese. L'ordine fu ristabilito da un'ordinanza dell'allora Primo Ministro Robert Walpole , che nel impose la chiusura dei locali clandestini ripristinando la primaria supremazia delle due formazioni con il famoso Licensing Act.

Sul finire del secolo vennero introdotte le lampade Argand al posto delle candele di sego dei lampadari, che permettevano sebbene con maggior costo, l'utilizzo dell'olio e una potenza di illuminazione decuplicata [43]. Anche gli spettatori che erano usi assistere agli spettacoli sedendosi direttamente su appositi sgabelli sul palcoscenico, usanza mutuata dal teatro elisabettiano , videro tale privilegio eliminato grazie all'opera di Garrick [47] , sebbene vi fossero stati dei precedenti [48]. Il repertorio che promosse fu sempre raffinato, in linea con la scelta di rendere i teatri dei luoghi signorili e di buon gusto.

Tra le attrici si ricordano la celebre Sarah Siddons , definita la regina del teatro tragico inglese [49] e Elizabeth O'Neill conosciuta come Lady Becher, nella quale i critici vedevano un'emula della grandezza della Siddons [50]. Tale virata di gusto, che impose spettacoli a volte dozzinali con numerose attrazioni come animali e persino leoni [52] , coincise anche con altre cause che crearono un generale decadimento dell'arte teatrale.

Il Settecento teatrale inglese non impose grandi nomi alla storia letteraria mondiale per una serie di molteplici ragioni. Quest'ultima, di derivazione dal masque elisabettiano, fu molto in voga all'inizio del secolo, comprendeva l'utilizzo di musica , effetti speciali e molti macchinari di scena. Il plot, di genere basato su un singolo avvenimento, comprendeva personaggi mutuati dalla Commedia dell'arte italiana come Arlecchino o Pantalone , trasfigurati e trasformati in prodotti nuovi [54].

La ballad opera si configurava come una storia con personaggi di bassa estrazione sociale, di carattere satirico ed inframezzata da brevi canzoni. Irlandesi di nascita furono invece Oliver Goldsmith e Richard Brinsley Sheridan , le cui opere trovarono fortuna anche nel periodo successivo. A Rowe si deve anche la divisione dei lavori di Shakespeare in atti e scene, divisione tuttora in uso. La prima parte del XIX secolo fu un misto di esperienze teatrali diverse, ancora debitrici dell' Illuminismo in piccola parte e aperte ai nuovi ideali neoclassici dall'altra. Dal punto di vista architettonico si era ormai consolidato l'utilizzo del teatro all'italiana , mentre alcuni edifici per usi particolari vennero costruiti appositamente come il neonato Royal Circus o Surrey Theatre del , adibito a spettacoli musicali e pantomime [60].

Pochi anni dopo venne introdotto l'occhio di bue, il singolo fascio di luce direzionabile, grazie al limelight , una fiamma ossidrica direzionata su un cilindro di calce consumabile che un addetto era attento a non far terminare, che fu agli arbori degli odierni riflettori [43].

Molti di loro furono investiti di titoli regali come Sir o Dame. Numerosi i nomi che passeranno agli annali, come quello di John Philip Kemble , fautore di messinscene con rigorose ricostruzioni dei costumi d'epoca [68] , sebbene piene di sviste [69] , e molti altri [70]. Fu drammaturgo per il Prince of Wales Theatre, al tempo sotto la direzione dei coniugi Squire ed Effie Bancroft , e tra i suoi titoli si ricordano Society , Caste , Home Tra gli autori di operette va menzionato William Schwenk Gilbert , che scrisse sulle musiche di Albert Sullivan tredici operette ancora oggi rappresentate sulle scene inglesi.

Alla fine del secolo i maggiori drammaturghi fanno il loro ingresso in scena: Oscar Wilde, irlandese di nascita, produsse il proprio repertorio proprio a Londra dove riscosse successo grazie alla satira delle sue commedie e all'anticonformismo presente in esse, grazie al quale lo scandalo e le situazione incresciose vengono trasposte con delicatezza all'interno dell'austero mondo vittoriano [74]. Sul versante della commedia leggera sono da segnalare Henry Davies e Alfred Sutro.

Celebre divenne il suo Pigmalione , di derivazione oraziana , grazie al musical e poi film My Fair Lady.

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Come per il secolo appena trascorso, anche il Novecento si prefigura carico di esperienze innovative e diversificate, proponendo un modello di teatro contemporaneo molto produttivo e vivo grazie all'incremento esponenziale delle sale teatrali nella sola Londra saranno attive, agli inizi degli anni novanta , almeno sale [76] molte delle quali specializzate, grazie alla formazione di nuove compagnie, in specifiche tipologie di rappresentazioni legate a diversi movimenti culturali o di pensiero.

Dal punto di vista architettonico e scenografico, la storia del teatro inglese non si discosta molto da quella coeva delle nazioni europee. Le innumerevoli sperimentazioni in tali campi sono quindi impossibili da elencare. Come in ogni parte dell' occidente , il teatro nel secolo scorso subisce la concorrenza di cinema prima e della televisione poi.

L'elevato costo della conduzione manageriale dei teatri, fino al secolo appena trascorso affidata alla figura dell'actor-manager, rende necessario l'intervento dello Stato per la sopravvivenza delle maggiori sale teatrali: nel nasce l'Arts Council [77] , un ente statale con il compito di distribuire denaro pubblico sotto forma di contributi senza scopo di lucro.

A beneficiarne saranno in molti, non ultime le due principali compagnie nazionali, la Royal Shakespeare Company abbreviata RSC con sede inizialmente all' Aldwych Theatre e il Royal National Theatre RNT con sede iniziale all' Old Vic , sorte quasi in contemporanea tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta e la cui importanza ricorda il dualismo delle compagnie patentate di Carlo II d'Inghilterra.

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Un polo teatrale di interesse divenne il West End [78] , ancora oggi considerato uno dei centri della vita culturale londinese, sede di numerose compagnie le cui esperienze diversificate spaziarono dal teatro agit-prop al musical , dal teatro dei burattini al teatro ragazzi alla prosa nazionale e straniera. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Aiutaci a scriverla!

Storia del teatro britannico. Sansoni, Firenze , pag. Storia del teatro inglese. Gli inizi del teatro moderno in AA. Storia del teatro moderno e contemporaneo , Einaudi Torino , pag. Clark, European Theories of the Drama. A Killigrew fu rilasciata il 15 gennaio , a Davenant il 25 aprile dello stesso anno. Vedi EN Watson Nicholson. The struggle for a free stage in London. Ayer Publishing, , pag 3. University Press, Cambridge , pag 2. Sembra che la decisione venisse dall'alto, addirittura dal re Carlo II d'Inghilterra. Joseph Macleod. Pag In The Development of the Drama. Charles Scribner's Sons, New York Il fenomeno delle rappresentazioni di carattere religioso ebbe vasta diffusione in tutta l'isola britannica tra il XIII ed il XV secolo , per poi essere abolite da Enrico VIII nel e riprese da Maria Tudor , che le vide di nuovo proibite da Elisabetta I a causa del differente, seppur non fervente, orientamento religioso.

Mentre in Inghilterra prevaleva l'uso di stazioni tra loro separate, ognuna rappresentante un differente luogo scenico, in Scozia si utilizzava il palcoscenico alla francese, costituito da un solo lungo praticabile sullo sfondo del quale erano dipinti o costruiti i vari ambienti in successione. Proprio grazie alla sempre maggiore diffusione di queste forme di sacra rappresentazione le compagnie laicali che le allestivano iniziarono a costituirsi come vere e proprie compagnie professioniste, sebbene il loro repertorio fosse limitato ed il loro riconoscimento sociale nullo.

Degli interludi possediamo circa 80 frammenti di copioni che coprono un arco temporale che va dal al Proprio Udall viene ricordato come l'autore della prima commedia in lingua inglese : si trattava del Ralph Roister Doister del , una versione modificata del Miles Gloriosus di Plauto [10]. Il primo interludio pervenutoci completo viene invece genericamente identificato nel Fulgens and Lucrece di Henry Medwall , composto negli ultimi anni del Quattrocento [8]. Gli interludi, per il loro carattere politicizzato e colto, erano indirizzati ad un pubblico ben preciso: sullo stesso stile, ma di argomento comico e leggero, si inserivano le farse , rappresentate nelle piazze per il popolo.

Sotto questo nome si suole identificare la produzione teatrale collocata tradizionalmente fra il e il , durante i regni dei sovrani britannici Elisabetta I d'Inghilterra e Giacomo I d'Inghilterra. Il termine, nella sua accezione di teatro rinascimentale inglese, si estende ai fenomeni teatrali fioriti nel periodo che va dalla riforma anglicana alla chiusura dei teatri nel , a causa del sopraggiungere della Guerra Civile , comprendendo quindi anche buona parte del regno di Carlo I.

Il teatro di tutto il periodo viene tradizionalmente associato a due grandi figure: la regina Elisabetta, da cui trae il nome, e il drammaturgo William Shakespeare , massimo esponente di questo periodo e considerato tuttora uno dei maggiori autori teatrali a livello mondiale.

Questi luoghi, chiamati playhouses , erano aperti al pubblico ed erano distanti, per rozzezza, dai raffinati teatri europei che stavano sorgendo nel resto del continente, il cui momento di massimo splendore fu rappresentato dalla concezione dello spazio del teatro all'italiana. Le strutture lignee sorgevano fuori dal territorio comunale londinese dove il potere puritano , avverso all'arte teatrale, era meno forte.

Di forma circolare, erano sprovviste di tetto e l'illuminazione era garantita dalla luce diurna nell'orario delle rappresentazioni, che avvenivano dal primo pomeriggio, per poi passare a quella delle candele e delle torce. Il palcoscenico , provvisto di sgabelli laterali dove sedevano alcuni spettatori e privo di sipario e di arco scenico , aveva un proscenio aggettante rialzato che dava nella platea dov'era il popolo, che assisteva in piedi alle messinscene.

Alle spalle del palco vi era la continuazione delle gallerie del pubblico che si divideva in due parti: una al livello del palco e praticabile detta inner stage , l'altra al secondo livello detta upper stage : entrambe erano utilizzate come luoghi dell'azione scenica, e alle spalle dell'upper stage, nascosta, si celava l' orchestra musicale , che suonava non a vista.

Dal punto di vista della produzione drammatica, oltre a Shakespeare agirono per le scene numerosi autori, alcuni dei quali di stampo profondamente classicheggiante quali Samuel Daniel , William Alexander , Fulke Greville , Lord Brooke e William Alabaster , che si rifacevano ai moduli tragici senechiani [15] e le cui opere, di rado rappresentate, erano destinate ad una cerchia elitaria distante dalle rumorose playhouses. Di altro stampo erano gli autori di mestiere i quali, ad eccezione di Thomas Dekker , possedevano una buona cultura di base pur senza farne puro esercizio di stile: la loro produzione era quindi finalizzata essenzialmente alla rappresentazione.

Dall'apice del teatro elisabettiano si giunse poi ad un sostanziale inaridimento della drammaturgia [17] , sebbene vi siano autori che si siano ampiamente distinti nel loro lavoro. George Chapman fu autore di varie commedie e tragedie di stampo ampolloso e stereotipato [15] mentre John Marston lo fu di tragedie ideate per gruppi di fanciulli.

Teatro del Quattrocento. Sacre rappresentazioni

Ben Jonson fu contemporaneo di Shakespeare, ma profondamente differente per la produzione drammaturgica. Nel periodo di maggior fioritura del teatro elisabettiano Londra fu l'epicentro della vita dello spettacolo dal vivo inglese. Sovente, poi, venivano introdotte a corte per spettacoli privati da allestire in saloni che possedevano una struttura differente rispetto al teatro classico elisabettiano.

Altra compagnia fu quella di George Webster , mentre pare che un certo John Kempe fu celebre in Italia agli inizi del Seicento. Numerosi sono i tentativi di ricostruzione della recitazione dell'epoca, sebbene essa non sia possibile da delineare se non sommariamente e per deduzione, vista la mancanza di fonti dirette.

Teatro del Quattrocento. Sacre rappresentazioni by Luigi Banfi

Quasi sicuramente non esistevano veri e propri copioni , in quanto la stampa era una pratica costosa e non di certo possibile per ogni spettacolo in allestimento: stampare copie per tutti gli attori era dunque poco probabile. La scarsa scenografia di scena lasciava al testo il compito di illustrare l'ambiente nel quale agivano i personaggi. Bisogna poi tener presente che alle donne era vietato intraprendere la carriera di attrice, per cui i ruoli femminili erano designati a giovinetti che, di certo, agivano molto diversamente da come agirebbe una donna.


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  • The Religious Sentiment, Its Source and Aim: A Contribution to the Science and Philosophy of Religion.
  • ITALIAN STUDIES: HUMANISM AND THE RENAISSANCE.
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L'imprenditoria teatrale era ormai una professione a tutti gli effetti sebbene non regolamentata, come molte altre, da nessuna specifica norma legale. Le playhouses elisabettiane dalla loro tipica forma erano state ormai smantellate. Le nuove architetture teatrali rispecchiavano maggiormente le forme dei teatri europei, con riferimento al teatro all'italiana che acquisiva maggiore importanza sulla scena architettonica internazionale. Una vera innovazione dal punto di vista sociologico fu l'ingresso delle donne in scena, pratica severamente proibita fino a pochi decenni prima.

Specializzato in ruoli shakespeariani, venne ben pagato per le sue rappresentazioni e la sua fama crebbe a tal punto da essere sepolto nella Westminster Abbey. Tra le prime attrici del periodo fu anche Mary Saunderson , moglie di Betterton, anch'essa celebre per le interpretazioni dei personaggi del vecchio repertorio. Non di rado vengono ammessi a corte come nel caso di Nell Gwyn e diventano vere e proprie icone di riferimento per il pubblico, che ne copia mode e comportamenti.

Se il duopolio delle compagnie maggiori trovava sostentamento nei finanziamenti dei protettori e nel pagamento del biglietto d'ingresso a teatro, quelle minori potevano configurarsi in due modi: stabili o itineranti.

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Mentre le prime si affidavano, come nel caso di Killigrew e Davenant, alla protezione di signori locali, le seconde vagavano per le province dividendosi gli introiti ricavati dalle rappresentazioni date non sempre nei luoghi deputati. La pratica, spesso umiliante e a scopo promozionale, permetteva all'artista di incamerare il denaro che gli astanti lasciavano come mancia simbolica oltre ad aver pagato il prezzo del biglietto, che di norma intascava l'impresario del teatro ospitante [35]. Nel quarantennio che corre tra il e il vennero prodotti all'incirca drammi , di cui appartenenti al vecchio repertorio e di nuova fattura [39].

Gli autori del passato che trovarono maggiore rappresentazione furono Francis Beaumont , John Fletcher , William Shakespeare e Ben Jonson , sebbene molte opere furono rivisitate e adattate al gusto moderno, soprattutto tramite l'eliminazione del finale tragico. Il blank verse della drammaturgia elisabettiana venne rimpiazzato dall' heroic couplet o distico eroico, composto da coppie di decasillabi a rima baciata : di probabile derivazione dal verso alessandrino delle tragedie francesi, permise al linguaggio un naturale distacco dalla lingua del quotidiano [40].

Contrariamente alle tragedie antiche, il finale non era obbligatoriamente triste, in quanto la "giustizia poetica" permetteva il finale lieto. Di estrazione non aristocratica furono invece Nathanael Lee e Thomas Otway , entrambi ex attori morti in miseria. La commedia di maniere rappresentava un contraltare degli alti ideali della tragedia eroica. Ambientate nella Londra contemporanea erano costituite da un esile intreccio in cui spiccava la figura del wit , colto aristocratico nullafacente che era solito parlare per aforismi mettendo in ridicolo i repubblicani e i borghesi.

I personaggi femminili, liberi e licenziosi, acquisirono importanza e sostanza, mentre frequenti erano i riferimenti spregiudicati al sesso e al libertinismo ; quest'ultima caratteristica non permise il perpetrarsi delle rappresentazioni negli anni successivi se non a costo di una pesante edulcorazione dei contenuti licenziosi.

Un discorso a parte va fatto per Aphra Behn , prima donna a scrivere per denaro senza servirsi di uno pseudonimo maschile tanto da attirarsi le critiche dei contemporanei. Il primo, architetto di fama e amico di Congreve, chiuse l'epoca della commedia di maniere mentre il secondo inserisce dei personaggi distanti dallo humour wit e meno licenziosi dei precedenti, ambientando le scene nella provincia inglese.

L'ordine fu ristabilito da un'ordinanza dell'allora Primo Ministro Robert Walpole , che nel impose la chiusura dei locali clandestini ripristinando la primaria supremazia delle due formazioni con il famoso Licensing Act. Sul finire del secolo vennero introdotte le lampade Argand al posto delle candele di sego dei lampadari, che permettevano sebbene con maggior costo, l'utilizzo dell'olio e una potenza di illuminazione decuplicata [43].

Anche gli spettatori che erano usi assistere agli spettacoli sedendosi direttamente su appositi sgabelli sul palcoscenico, usanza mutuata dal teatro elisabettiano , videro tale privilegio eliminato grazie all'opera di Garrick [47] , sebbene vi fossero stati dei precedenti [48]. Il repertorio che promosse fu sempre raffinato, in linea con la scelta di rendere i teatri dei luoghi signorili e di buon gusto.

Tra le attrici si ricordano la celebre Sarah Siddons , definita la regina del teatro tragico inglese [49] e Elizabeth O'Neill conosciuta come Lady Becher, nella quale i critici vedevano un'emula della grandezza della Siddons [50]. Tale virata di gusto, che impose spettacoli a volte dozzinali con numerose attrazioni come animali e persino leoni [52] , coincise anche con altre cause che crearono un generale decadimento dell'arte teatrale. Il Settecento teatrale inglese non impose grandi nomi alla storia letteraria mondiale per una serie di molteplici ragioni.

Quest'ultima, di derivazione dal masque elisabettiano, fu molto in voga all'inizio del secolo, comprendeva l'utilizzo di musica , effetti speciali e molti macchinari di scena. Il plot, di genere basato su un singolo avvenimento, comprendeva personaggi mutuati dalla Commedia dell'arte italiana come Arlecchino o Pantalone , trasfigurati e trasformati in prodotti nuovi [54].